I CINETICI. Dino Gavina e il Centro Duchamp.

A 50 anni dalla fondazione del Centro Bologna omaggia il grande imprenditore del design in occasione di ArteFiera 2018
In Galleria Cavour e a Palazzo Zambeccari in mostra cinquanta opere di Julio Le Parc, Marina Apollonio, Edoardo Landi, Ennio Chiggio, Manfredo Massironi, Hugo Demarco, Angel Duarte, Xavier David, Getulio Alviani.
“Le cose nascono giorno per giorno. È soltanto guardando a posteriori che t'accorgi, forse, che hai fatto una piccola cosa. Ma che ne sai prima?“. Con queste parole Dino Gavina, imprenditore istrionico e illuminato, uno dei padri del design moderno, raccontava in un’intervista di qualche anno fa la propria straordinaria avventura. Un’avventura che attraversa quel 1968 che tutto rivoluzionò, nella società, nel costume, nella storia, così come nell’arte e nel design.
A cinquant’anni dalla fondazione a Bologna del Centro Duchamp voluto da Dino Gavina, la mostra I CINETICI. Dino Gavina e il Centro Duchamp curata da Alessia Marchi e in programma a Bologna dal 31 gennaio al 28 febbraio prossimi nell’ambito di Arte Fiera 2018 segnalata da ART CITY Bologna, presenta al pubblico per la prima volta insieme una selezione delle prime opere prodotte per il Centro da alcuni artisti della corrente di Arte Cinetica e Programmata. Un percorso che si snoda tra luoghi differenti – da Galleria Cavour, cuore del commercio di lusso della città ai rinascimentali Palazzo Vassè Pietramellara e Palazzo Zambeccari – che simbolicamente uniscono progettazione, produzione industriale e intuizione creativa ed artistica: ciò che accadde nel 1962 con la mostra Arte Programmata prodotta da Adriano Olivetti sulle neoavanguardie cinetiche, esposta nel suo negozio in via Vittorio Emanuele e realizzata grazie a Bruno Munari, allora consulente per l’azienda, con il catalogo curato da Umberto Eco. Un evento, quello di Olivetti, che rappresentò per la corrente cinetica e per Gavina uno spartiacque: ad esso seguì pochi anni dopo la mostra La Luce (giugno-ottobre 1967) che l’imprenditore bolognese portò nei suoi negozi di Torino, Foligno, Firenze, Bologna e Milano in collaborazione con la Galleria Obelisco di Roma. Fu proprio in contemporanea a questo evento che nacque il Centro Duchamp le cui origini risalgono alla primavera del 1967, quando a Bologna si tenne la prima riunione e «quando ancora si pensava al Centro Sperimentale Design»: all’inaugurazione prese parte anche Man Ray, considerato uno dei grandi padri delle avanguardie storiche.
La mostra ripercorre il pensiero gaviniano, “lo Steve Jobs del design” secondo le parole della curatrice della mostra Alessia Marchi “per la sua capacità di creare una piattaforma a disposizione di differenti maestranze e competenze, insieme al servizio della creazione”: e lo fa attraverso le opere degli artisti - Marina Apollonio, Julio Le Parc, Angel Duarte, Edoardo Landi, Ennio Chiggio, Hugo Demarco, Getulio Alviani, Manfredo Massironi e Xavier David- che per primi parteciparono al progetto e aderirono alla poetica dell’imprenditore che prese le mosse dall’evento Olivetti - una meravigliosa operazione di brand - e lo tradusse in produzione creando un luogo fisico per «stabilire una rete di rapporti con le categorie più diverse di operatori, in una feconda prospettiva interdisciplinare» e dando corpo alla vocazione dell’arte Cinetica, più di altre legata alla tecnologia e alla produzione industriale.
«La bruttezza e lo squallore delle piccole cose con cui viviamo a continuo contatto (dal bicchiere al lampadario, dal soprammobile alla sedia del bar) ci pongono in uno stato di costante disagio e tensione”: queste le premesse che portarono Gavina a concepire il Centro Duchamp, uno spazio che avrebbe dovuto essere, sempre secondo le sue parole, «un luogo di incontro, un laboratorio, un punto dove sia possibile fare qualcosa [...] per migliorare la vita di tutti”. La factory gaviniana univa artisti, maestranze e tecnici nella produzione seriale di mobili e oggetti di arredamento. “Gli artisti, per la produzione in serie di opere d’arte e la creazione di prototipi, arrivavano con uno schizzo o un prototipo abbozzato; i collaboratori e tecnici del
centro mettevano a punto il progetto” ricorda Alessandra Gavina, figlia di Dino, nell’introduzione al catalogo della mostra. “Diverse opere di Cinetici sono state realizzate qui: era fondamentale e utile per la progettazione dei mobili, era un modo, molto sentito da Gavina, per mettere l’arte in stretto legame con la produzione e la produzione al servizio dell’arte e renderla “in serie”, uno scambio fluido tra prodotto-mobile e prodotto-arte, è in quegli stessi anni che si sviluppa quello che oggi chiamiamo design”.
“Confcommercio Ascom Bologna è lieta di promuovere e di ospitare la conferenza stampa di presentazione della mostra I Cinetici. Dino Gavina e il Centro Duchamp che si svilupperà all’interno del programma Art City Bologna in occasione di Arte Fiera 2018. Importanti palazzi storici e contesti prestigiosi, rappresentativi del tessuto commerciale della nostra città quali Galleria Cavour, Palazzo e Portico Zambeccari, Palazzo Vassè Pietramellara e Sala della Meridiana dedicheranno i loro spazi agli allestimenti di questo progetto in un percorso che rende omaggio all’indimenticabile imprenditore bolognese Dino Gavina” illustra Enrico Postacchini Presidente Confcommercio Ascom Bologna.
“In questi anni, Arte Fiera ha contribuito a sviluppare, nel nostro territorio, una forte sinergia tra l’arte contemporanea, il tessuto commerciale e la valorizzazione turistica di Bologna. Le realtà imprenditoriali associate a Confcommercio Ascom Bologna - negozi, boutique e ristoranti, gallerie d’arte e antiquarie – hanno aderito ad Art City Bologna 2018 e Art City White Night attraverso un ricco percorso d’iniziative, allestimenti, mostre, promozioni speciali per accogliere in città il vasto pubblico di visitatori e di turisti atteso in occasione di questa importante manifestazione internazionale” spiega Giancarlo Tonelli Direttore Generale Confcommercio Ascom Bologna.
“Dopo aver ospitato negli ultimi due anni le mostre dedicate ad Andy Warhol e Takashi Murakami Galleria Cavour è felice di essere di nuovo al fianco di Art City con questa mostra evento di eccezionale rarità” dichiara Maurizio de Vito Piscicelli, Responsabile Marketing di Galleria Cavour. “Galleria Cavour, oltre a confermarsi luogo di shopping d’eccellenza, vuole essere un luogo aperto, un crocevia di tendenze, dove la grande Moda incontra l’Arte, la Cultura, la Bellezza e ogni forma d’Eccellenza. Per questo Galleria Cavour ha aperto le proprie porte a eventi e incontri interdisciplinari, dialogando in modo esclusivo con multiformi realtà, creative, culturali ed economiche, che rappresentano interlocutori privilegiati del Fashion, della Bellezza e dell’Eccellenza. Oltre a ciò Galleria Cavour si conferma polo delle eccellenze tra i più esclusivi d'Italia capace di attrarre quasi tre milioni di visitatori all'anno tra i quali è in forte e costante crescita la quota di turisti internazionali”



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