ESPERIENZE CULTURALI E SEGRETE

Il ponte romano

Piazza Minghetti

Bologna è una città da scoprire: magnetica e allo stesso tempo misteriosa. Nessuno, vedendola oggi, potrebbe immaginare che tra le trame dei suoi secolari palazzi si celi, nascosto nel sottosuolo, un patrimonio storico che testimonia un passato fluviale sepolto dal tempo. A sette metri di profondità la città sotterranea, il torrente Aposa e l’imponente Ponte Romano sono oggi visitabili grazie a soli due accessi, di cui uno situato proprio in Piazza Minghetti, a due passi da Galleria Cavour.

Le torri di Bologna

Bologna ha attraversato le epoche e i secoli. E’ indubbio, però, che la sua urbanistica e la sua gloria siano legate visceralmente al Medioevo. Testimonianza di questa grandezza sono le numerose torri disseminante in tutto il centro storico che, come documentano le mappe del passato, regalavano alla città uno skyline che ha anticipato di ben otto secoli quello della moderna New York. Delle oltre 100 torri erette in città, oggi, ne sono sopravvissute 28: alcune visitabili altre scrutabili tra i dedali del centro e i tetti rossi dei palazzi.

La Torre degli Asinelli e la Garisenda

Piazza di Porta Ravegnana

Le torri avevano funzione militare ma anche gentilizia: davano blasone alle famiglie che le costruivano. Eretta nel 1109 e cuore pulsante della città, la torre degli Asinelli deve il suo nome all’omonimo casato. Oggi, salendo i 498 gradini della sua scala interna, si può godere di una romantica vista mozzafiato su tutta Bologna. Invece la Garisenda è di gran lunga più bassa rispetto alla maestosa vicina e i cedimenti delle sue fondamenta l’accomunano alla più celebre Torre di Pisa. Per questo Dante la citò nel XXXI Canto dell’Inferno, per paragonarla al gigante Anteo.

L’Archiginnasio e il “teatro” anatomico

Piazza Galvani

Chi immaginerebbe che accanto alle splendide boutique di Galleria Cavour, nel cuore del salotto buono della città, in passato punto d’incontro di intellettuali del calibro di Giosuè Carducci, possa celarsi una sala a forma di anfiteatro dedicata allo studio dell’anatomia?. Il “Teatro anatomico” è solo uno dei gioielli custoditi tra le affrescate sale dell’Archiginnasio. In principio sede della più antica Università del mondo occidentale e in seguito Biblioteca Comunale, oggi l’Archiginnasio testimonia il profondo legame tra bellezza e sapere.

Il pavimento del pavaglione

Portico del Pavaglione – Piazza Galvani

La bellezza di Bologna non si mostra solo nella magnificenza delle torri e dei suoi palazzi, bensì si cela nei dettagli. Chi potrebbe immaginare che la pavimentazione di uno dei portici più frequentati della città custodisca, intrappolati e ancora visibili, fossili e conchiglie preistoriche? Sono proprio loro a caratterizzare la pavimentazione rosata del vicino Portico del Pavaglione. Più precisamente si tratta del colore rosso ammonitico: una roccia preistorica proveniente dal veronese e giunta nel cuore della città proprio attraverso le vie fluviali.

Il Tridente di Nettuno

Piazza del Nettuno

Poteva una città dal glorioso passato fluviale non celebrare il Dio del Mare? Nettuno e la sua fontana sono oggi uno dei simboli di Bologna. Possente ed elegante nei suoi volumi la statua ha incantato abitanti e viaggiatori. Non solo, proprio al suo maestoso tridente è ispirato il logo della casa automobilistica Maserati, nata nel cuore di Bologna. Fu la “Tipo 26” il primo modello d’auto a presentarsi al mondo con il celebre stemma: era il 1926.

Il voltone del podestà e il gioco acustico delle voci

Palazzo del Podestà – Piazza Maggiore

Ammirando la celebre facciata incompiuta di San Petronio all’ombra del Portico del Podestà, non è raro scrutare persone intente a parlare ai quattro angoli del voltone. L’architettura dei pilastri crea infatti un particolarissimo gioco acustico che, col viso al muro, permette di parlarsi dagli angoli opposti del voltone senza farsi sentire dai passanti. Leggenda vuole che quest’effetto, in epoca medievale, consentisse ai lebbrosi di confessarsi senza avvicinarsi al parroco.

Il Museo della Storia di Bologna a Palazzo Pepoli

Via Castiglione, 8

Nelle imminenti vicinanze di Galleria Cavour sorgono palazzi storici di rara bellezza, tra essi, Palazzo Pepoli ospita il museo della storia cittadina. E’ l’anello di congiunzione tra il passato e il futuro della citta: racconta la storia, la cultura e la trasformazione dell’antica Felsina (traslitterazione del nome etrusco – per alcuni luogo fertile, per altri fortificato-) nella Bologna odierna. Tradizione e percorsi multimediali proiettano grandi e piccini, in un avvincente viaggio storico. Ne è esempio la “Torre del Tempo” che l’architetto Bellini ha collocato al centro della corte: un’installazione in vetro e acciaio inondata dall’alto di luce naturale.

Opera di Santa Maria della Vita

Santuario di Santa Maria della Vita – Via Clavature, 8/10

C’è più di un motivo per cui Gabriele d’Annunzio, quando una sera d’autunno a Bologna entrò nella Chiesa di Santa Maria della Vita per ascoltare musica sacra, rimase impietrito, quasi percosso da “uno schianto di passione”, di fronte al gruppo di sette figure in terracotta di Niccolò dell’Arca. Si tratta, infatti, di un capolavoro della scultura quattrocentesca di cui difficilmente si riscontrano eguali nella storia dell’arte per quel che riguarda la forza e l’intensità drammatica.

La Basilica di San Domenico

Piazza S. Domenico

Storia, arte e immortalità abbracciano la Basilica di San Domenico. Risalente al 1200 e a pochi passi dall’attuale Galleria Cavour, la chiesa fu eretta dai frati domenicani per conservare le spoglie di San Domenico di Guzman. Al suo interno custodisce opere d’arte di autori come il Guercino e Ludovico Carracci. Ma è a Michelangelo che i frati si affidarono per terminare il prezioso complesso scultoreo dell’Arca di San Domenico ed è qui che si può ammirare il suo celebre Angelo reggicandelabro.

Il Museo della Musica

Strada Maggiore, 34

Nel prestigioso Palazzo Sanguinetti ha sede il Museo della Musica. Le sale affrescate del palazzo, che ospitò anche Gioacchino Rossini, custodiscono preziosissime raccolte dal ‘500 al ‘700, manoscritti e libretti d’opera. Il Museo accoglie il famoso ritratto di W. Amadeus Mozart. Che emozione per il giovane Amadeus partire in carrozza da Vienna con l’inseparabile padre per giungere nella città turrita! Infatti il compositore, all’epoca quattordicenne, si recò proprio a Bologna per poter superare l’esame d’ingresso all’Accademia Filarmonica sotto la ferrea guida di uno dei migliori maestri d’Europa: Padre Giambattista Martini.

Il cortile del Reale Collegio di Spagna

Via Collegio di Spagna, 4

Dall’esterno sembra un castello fortificato. E’ uno dei luoghi più segreti della città e infatti apre al pubblico solo in occasione di celebrazioni o conferenze. Dopo aver varcato un incantevole portale in arenaria, il cortile si mostra con un quadriportico a doppio loggiato: è il cuore del collegio che il Cardinale de Albornoz, arcivescovo di Toledo, fece costruire nel 1364 per ospitare i giovani spagnoli che intendevano frequentare la prestigiosa Università di Bologna.

La finestrina di Via Piella

Via Piella, 2

Bologna come una piccola Venezia? Per rispondere a questa domanda basta affacciarsi alla piccina ma celebre finestra di via Piella che, nel cuore della città, si apre segretamente sul canale a cielo aperto delle Moline. Un altro scorcio nascosto che, tra ponti e palazzi colorati, incornicia una suggestiva cartolina sulla storia: la descrizione perfetta di come poteva apparire la Bologna fluviale del passato.

Il Museo della Bambola

Via Riva di Reno, 79

Allestito nella soffitta di Palazzo Felicini, il Museo della Bambola nasce da una singolare collezione, curata da Marie Paule Vèdrine Andolfatto. Trovandosi in un contesto privato, si ha l’impressione di visitare un posto esclusivo e segreto. Tra 500 pezzi rari ed esemplari storici, il museo ricostruisce la storia della bambola, mostrandone i cambiamenti nell’estetica e nella materia e ripercorrendo, di fatto, i cambiamenti dei costumi della società epoca dopo epoca.

La tagliatella d’oro di Palazzo della Mercanzia

Piazza della Mercanzia

Bologna è la città dei dettagli preziosi. Non fa eccezione nemmeno la tradizione gastronomica di cui la città è ambasciatrice nel mondo. Durante le visite guidate a Palazzo della Mercanzia, infatti, sorprende, tra i tanti registri, la presenza di un piccolo scrigno. Al suo interno si trova una striscia dorata che stabilisce la precisa larghezza ufficiale della tagliatella. Stando al campione aureo la vera tagliatella bolognese, cotta e servita in tavola, deve essere larga 8 millimetri. Per quale motivo? Per rivendicare le proprie origini: è infatti calcolato che 8 millimetri corrispondano esattamente alla 12.270 parte dell’altezza della torre Asinelli.