GC Magazine - Galleria Cavour

Euphoria e il ruolo della moda nella serie cult del momento

15 Aprile - 2026

Jacob Elordi - Euphoria

Ph: LucaFazPhoto, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (Particolare)

Ci sono serie tv che entrano nell’immaginario collettivo riuscendo a incarnare la cultura pop del proprio tempo. È successo con “Sex and the City” negli anni ’90, con “Gossip Girl” nella prima decade degli anni 2000 e sta succedendo anche adesso con Euphoria, la cui ultima stagione andrà in onda proprio questo mese. In tutte queste serie la moda ha rivestito un ruolo fondamentale all’interno della narrazione, caratterizzando i personaggi e influenzando le generazioni di telespettatori ipnotizzati davanti allo schermo.

La serie, scritta da Sam Levinson, non solo è un racconto crudo e potente sull’adolescenza contemporanea, ma è diventata in breve tempo un fenomeno di culto, catapultando tutti i protagonisti in cima alla lista degli attori più richiesti e promettenti di Hollywood. Fin dalla sua uscita, lo stile dei personaggi, costruito nei minimi dettagli, ha avuto un impatto immediato sulle tendenze globali, trasformando trucco, abbigliamento e accessori in veri e propri strumenti narrativi e identitari. L’estetica diventa quindi un’emanazione diretta del carattere dei protagonisti.

Rue Bennett, interpretata da Zendaya, è l’incarnazione della ragazza tormentata: il suo stato emotivo perennemente in lotta con se stessa e con il mondo viene rispecchiato da outfit oversize e spesso androgini. Al contrario, Maddy Perez, interpretata da Alexa Demie, incarna un’estetica sfacciata e audace, fatta di body aderenti, glitter e silhouette ispirate agli anni 2000, proprio come il suo personaggio, che per apparire ha bisogno di essere esagerato e controverso. Sydney Sweeney interpreta il sogno della ragazza della porta accanto in chiave più fragile ma anche più sensuale: colori pastello, dettagli romantici e audaci scollature riportano in auge l’estetica “soft girl”.

Ad Hunter Schafer è affidato il personaggio più misterioso e conturbante: per lei la moda è fluida, sperimentale e fortemente legata all’identità di genere, così da diventare un punto di riferimento per la Gen Z. L’impatto di Euphoria sulla moda si è manifestato soprattutto attraverso il ritorno di tendenze Y2K: crop top, strass, eyeliner grafici e colori accesi sono tornati protagonisti sia sulle passerelle sia sui social media. Il trucco, in particolare, ha avuto un ruolo centrale: glitter, pietre adesive e look estremi sono diventati virali su piattaforme come TikTok e Instagram.

Il fenomeno non è passato inosservato alle grandi maison di moda, che non si sono limitate a reinterpretare i codici estetici dei protagonisti, ma hanno fortemente voluto loro come testimonial delle proprie collezioni. I brand di Galleria Cavour non fanno eccezione. Ecco quindi che Zendaya, fotografatissima su ogni red carpet, diventa brand ambassador di Louis Vuitton e Bulgari. Hunter Schafer, con la sua estetica queer e magnetica, viene invece scelta da Prada per raccontare il fascino intellettuale e fuori dagli schemi della maison.

Anche la star maschile del cast, il richiestissimo Jacob Elordi, che nella serie interpreta un archetipo spietato e al tempo stesso fragile, lontano anni luce dall’estetica invincibile e machista della tv degli anni ’90, viene scelto come volto di Bottega Veneta. Giunta alla sua ultima stagione, la serie ha quindi dimostrato come la moda possa essere un linguaggio potente tanto quanto le parole e il piccolo schermo possa influenzare il mercato e le scelte estetiche di un’intera generazione, creando un ponte tra storytelling e fashion system.

Ph: LucaFazPhoto, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (Particolare)