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La storia della cravatta

15 Luglio - 2026

Storia della cravatta

Ph: Mrcitizenx, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons, particolare.

Estate è anche sinonimo di matrimoni e cerimonie e nessun accessorio dona charme al look maschile tanto quanto la cravatta. Le vicissitudini di questo iconico vezzo stilistico hanno attraversato secoli di storia e trasformazioni sociali. Le sue origini sono da riscontrare addirittura nell’ambiente militare.

Se in Cina le prime testimonianze si riscontrano nelle rappresentazioni del celebre esercito di Terracotta, i cui soldati sono raffigurati con addosso un fazzoletto annodato al collo, in Europa le prime tracce si intravedono nel XVII secolo. Durante la terribile Guerra dei Trent’anni, infatti, i mercenari croati al servizio dell’esercito francese indossavano caratteristici foulard di lino o seta annodati intorno al collo, che servivano sia a fermare la camicia sia come segno distintivo per riconoscersi.

Fu proprio la corte francese, sempre molto attenta a ricercare tendenze e mode, ad appropriarsi in fretta di questo curioso oggetto e a dargli un’accezione più nobile e raffinata. Secondo la tradizione, il re Luigi XIV rimase particolarmente colpito dall'eleganza di questi soldati e contribuì alla diffusione dell'accessorio tra l'aristocrazia francese.

Proprio dalla parola "Croates", con cui i francesi indicavano i croati, nacque il termine "cravate". Nel corso del XVIII secolo la cravatta si diffuse rapidamente nelle principali corti del continente. Le stoffe divennero sempre più pregiate e i modi di annodarla si moltiplicarono. Indossare una cravatta ben sistemata era segno di educazione, ricchezza e appartenenza a un determinato ambiente sociale.

Con l'arrivo della Rivoluzione Industriale, l'abbigliamento maschile iniziò a diventare più sobrio e pratico. Le elaborate cravatte di pizzo e merletto lasciarono gradualmente il posto a modelli sempre più semplici fino ad arrivare, col Novecento, all’attuale immagine di quest’accessorio. Il boom economico con l’estetica del businessman in rampa di lancio dona nuova popolarità alla cravatta che diventa il simbolo per eccellenza dell’uomo da affari e in carriera: un elemento quasi irrinunciabile quasi a diventare un obbligo in alcuni settori professionali.

Proprio per questo artisti ribelli come David Bowie se ne impadronirono ironizzando con fantasie sgargianti e geometrie fuori dagli schemi. Anche le donne non hanno resistito al fascino della provocazione: Julia Roberts diventa una delle paladine del look alla garçon quando, per ritirare il suo Golden Globe per il film “Fiori d’acciaio”, si presenta sul red carpet con un abito maschile e una cravatta che diventa più sexy di qualsiasi scollatura: una dissacrazione che diventa consacrazione.

Oggi la cravatta ha perso l’accezione borghese da divisa da affari e pur rimanendo uno dei simboli dell’eleganza è al tempo stesso reinterpretata in chiave preppy o fuori dagli schemi: pochi centimetri di stoffa che hanno attraversato oltre 400 anni di storia senza mai invecchiare.

Ph: Mrcitizenx, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons, particolare.