GC Magazine - Galleria Cavour

Storia della borsa in rafia

23 Luglio - 2025

La borsa in rafia

Le borse in rafia rappresentano un classico intramontabile dell’estate, come dimostrano anche le vetrine delle boutique di Galleria Cavour che, in queste settimane, le mostrano in ogni sorta di dimensione e declinazione. Prima ancora di diventare icona dello stile summer-chic e conquistare i grandi stilisti, la rafia è stata utilizzata, nel corso dei secoli, per tessere cesti, corde e abiti rituali nell’Africa centrale.

Le sue origini, infatti, sono antichissime: estratta dalle foglie di raphia farinifera, una palma tropicale proveniente dal Madagascar e poi diffusasi nel resto del continente e lavorata con tecniche manuali tramandate di generazione in generazione. E’ durante il periodo coloniale che tale fibra comincia a circolare in Europa conquistando il pubblico grazie a un ineguagliabile dualismo di leggerezza e resistenza.

Negli anni ’50 e ancor di più in quelli ’60, grazie al boom economico e alla crescente richiesta di turismo balneare, le borse in rafia si trasformano in un must delle vacanze poiché pratiche, leggere e versatili. Ma è negli anni ‘70, all’apice della moda boho-chic, che quest’accessorio diventa sinonimo dello stile denominato Riviera, interpretato con magistrale disinvoltura da icone del jet set quali Brigitte Bardot sulle spiagge di Saint Tropez o Jacqueline Kennedy tra i vicoli di Capri.

Con l’avvento di una maggiore sensibilità alle tematiche ambientali e il ritorno a materiali naturali, la rafia vive attualmente un secondo momento di gloria e negli ultimi anni è stata riproposta in passerella da brand del calibro di Prada, Chanel, Loewe e Jacquemus che ne valorizzano le qualità grazie a lavorazioni raffinate e a dettagli preziosi. La rafia è, infatti, completamente biodegradabile, rigenerabile e risultato di un’attenta e minuziosa pratica artigianale. Leggera, iconica, perennemente chic sia se abbinata a look balneari sia se indossata con abiti glamour, la borsa in rafia non è un semplice accessorio ma un vero e proprio simbolo di estate, libertà, viaggi e sostenibilità.

Un raro esempio capace di unire il Sud del mondo con le passerelle internazionali e un manifesto contro l’imperante fast fashion poiché capace di rappresentare una scelta più consapevole che nel corso della storia ha saputo unire culture e valori.