Ideas from Massimo Osti: la mostra da non perdere a Bologna
Per tutta l’estate, fino a sabato 27 settembre, a pochi passi da Galleria Cavour, all’interno di uno dei palazzi storici più rappresentativi della città segnaliamo una mostra da non perdere per tutti gli amanti della moda: “Ideas from Massimo Osti” presso Palazzo Pepoli. L’esposizione racconta l’eredità creativa di quest’illustre cittadino bolognese, designer capace di rivoluzionare lo sportswear contemporaneo con brand del calibro di Stone Island (attualmente all’interno del gruppo Moncler) e C.P. Company.
I visitatori verranno accompagnati a conoscere ispirazioni e storia di questa incredibile avventura imprenditoriale tra moda e innovazione tramite materiali d’archivio, tecnologie tessili, prototipi e testimonianze. Si tratta di un vero e proprio percorso immersivo per conoscere da vicino la visione di colui che viene considerato uno degli ultimi pionieri del settore moda. Osti, nato grafico pubblicitario, iniziò ad affacciarsi con successo al settore moda nei primi anni ‘70 disegnando maglie con stampe servendosi di metodi fino ad allora usati solo sulla carta, come la serigrafia o la quadricromia.
La sua indole sperimentale, evidente fin dal principio, lo catapulta presto nel mondo della moda dove diventa pioniere di tecniche e grande rivoluzionario. Ne è la prova la tecnica del cosiddetto “tinto in capo” che permetteva di ottenere effetti tono su tono con un unico bagno di tintura. Fu inoltre padre di nuovi materiali brevettati come il Rubber Flax o il Rubber Wool: grazie al suo intuito, lino e lana assumevano un aspetto nuovo, più resistente e impermeabile attraverso una lavorazione che prevedeva l’utilizzo di gomma spalmata. Molte tecniche di uso comune nelle attuali aziende di moda, come ad esempio la smerigliatura di lane pettinate, si devono proprio a lui e al suo talento pionieristico.
Dopo aver ricevuto numerosi riconoscimenti e aver tagliato traguardi internazionali grazie a collaborazioni di prestigio come Superga e Levi’s, adesso Bologna celebra la sua avventura professionale e personale con una mostra a vent’anni dalla sua scomparsa. Si tratta di un’occasione importante per celebrare un cittadino illustre la cui storia forse, ai non addetti ai lavori, non è così conosciuta come meriterebbe. Tra le chicche da segnalare vogliamo menzionare la fedele ricostruzione del suo studio bolognese risalente agli anni 70 con taccuini e capi d’archivio originali.