Bologna ospiterà l’Università delle Nazioni Unite
Ph: Particolare da Tony Webster, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons
Oggi come allora: il legame tra Bologna e il mondo universitario appare indissolubile. Un tempo sede della prima università del mondo occidentale e oggi quattordicesima città a ospitare l’Università delle Nazioni Unite (la prima nell’area del Sud Europa).
Quest’ultima notizia è stata da poco annunciata dall’assessore allo sviluppo economico Vincenzo Colla durante l’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. “Una rete di competenze, multiculturalità e relazioni porterà, nella sede del Tecnopolo, 1.500 ricercatori da tutto il mondo. Si tratta di un grande progetto frutto di cooperazione tra il governo nazionale e quello regionale per raggiungere obiettivi strategici nel mondo”.
Queste le parole di Colla che racconta, con fierezza, come questa novità rappresenti una svolta storica per la città e l’intera regione. La vocazione accademica di Bologna prosegue, così, nel corso dei secoli confermando quanto il sapere continui a rappresentare per il territorio un valore imprescindibile sia dal punto di vista culturale sia economico.
L’arrivo dell’Università delle Nazioni Unite appare quindi come un’evoluzione contemporanea scritta nel destino. Istituita nel 1973 con l’obiettivo di contribuire, mediante la ricerca e la formazione avanzata, alla risoluzione dei grandi problemi che affliggono l’umanità (sicurezza, sostenibilità, governance globale, diritti umani...) il progetto non ha mai voluto avere un unico campus bensì una rete di istituti sparsi per il mondo.
Quello in arrivo nel capoluogo emiliano è appunto il quattordicesimo e dovrebbe focalizzarsi su temi legati ai rischi ambientali e climatici attraverso attività di ricerca, formazione e collaborazione con governi e istituzioni internazionali. È qui che saranno attesi studiosi, funzionari ONU e ricercatori provenienti da ogni parte del mondo, esattamente come accadeva già nel Medioevo quando in città arrivavano i più grandi pensatori e studiosi del tempo e come ancora oggi avviene grazie all’Alma Mater.
Si apre quindi un nuovo e importante capitolo di storia. Ed è proprio in questo incontro tra radici antiche, presente e futuro internazionale che si coglie il senso più profondo dell’identità di Bologna: città del sapere e della conoscenza.
Ph: Particolare da Tony Webster, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons