GC Magazine - Galleria Cavour

L’Unesco dichiara i Portici di Bologna patrimonio dell’umanità

3 Agosto - 2021

Portico di via Farini 14 ingresso della  Galleria Cavour

Il poeta Luca Gamberini scrive che “Ti amo a Bologna suona meglio: fa eco di portici”. In effetti è difficile immaginare il capoluogo emiliano senza pensare immediatamente a una delle attrattive che più lo caratterizzano. Gli oltre 62 km di portici solcano la città in lungo e in largo: dal centro fino ai colli.

Sono un marchio distintivo che rendono Bologna unica nel suo genere e rappresentano un secolare patrimonio artistico e architettonico di accoglienza, incontro e riparo. Ora l’Unesco li riconosce ufficialmente anche patrimonio dell’umanità. L’annuncio è arrivato durante la 44° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale tenutasi in Cina. Che i portici siano da sempre protagonisti indiscussi della città è un dato accertato.

La loro nascita risale attorno all’anno 1100 quando Bologna, patria natia della più antica Università del mondo Occidentale, per accogliere le migliaia di studenti fuorisede presso il proprio Ateneo, fu obbligata ad ampliare i suoi edifici estendendo la superficie abitativa dei piani superiori proprio grazie all’ingegnoso espediente dei portici che ne sorreggevano le nuove fondamenta.

Dal Medioevo a oggi i portici sono diventanti i protagonisti indiscussi della città: da quello di San Luca, il più lungo con i 4 km che conducono al santuario mariano, a quello della Chiesa dei Servi, il più largo, dove ogni anno si svolge il tradizionale mercatino di Natale di Santa Lucia, i portici hanno attraversato la storia della città e oggi sono una delle attrazioni più ammirate dai turisti. Anche Galleria Cavour, con la sua strategica posizione nel cuore di Bologna, è caratterizzata dal proprio portico che accoglie i visitatori già dall’ingresso principale, quello che si affaccia in via Farini 14. Non è certo un caso, che nel restyling della propria immagine, la nuova proprietà, sotto la guida dell’Avvocato Gioia Martini, abbia puntato proprio sul portico per ridefinire il logo e conferire storicità e appartenenza al tratto da lei amministrato: che dal quadrivio coi negozi di Prada e Tiffany attraversa le più prestigiose boutique per aprirsi su Piazza Cavour.

Il portico di Galleria Cavour incornicia una delle piazze iconiche di Bologna, l’ex Piazza Grande, oggi appunto Cavour, da poco impreziosita dalla statua in onore di Lucio Dalla, e si estende a sinistra verso lo storico Palazzo Vassè Pietramellara (parte integrante della Galleria) conducendo i visitatori in direzione degli eleganti caffè di Piazza Minghetti, mentre a destra punta verso Piazza Maggiore unendosi al portico del Pavaglione, da sempre crocevia dei commerci cittadini e del sapere universitario grazie alla prestigiosa sede dell’Archiginnasio, visitabile tutt’oggi nella sua magnificenza.

Centro di socialità, riparo per le intemperie metereologiche, scenario per artisti di strada e commercianti, pedana per i numerosi caffè all’aperto: i portici sono questo e molto altro. Il conferimento dell’Unesco a patrimonio dell’umanità riconosce a Bologna la sua secolare tradizione di accoglienza e unicità espressa, tutt’oggi, dalle sue preziose meraviglie tra le quali la nostra Galleria rappresenta uno dei fiori all’occhiello.