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Sfilate Uomo Primavera/Estate 2027: ecco i trend del futuro

1 Luglio - 2026

Sfilate Uomo Primavera/Estate 2027 - Prada

Sono terminate da poco le settimane della moda maschile di Milano e Parigi dedicate alle collezioni Primavera/Estate 2027. Il caldo che ha colpito entrambe le capitali del fashion system è stato pari solo al termometro emozionale che si percepiva nei front row.

Per rispondere a mercati altalenanti e incerti, la moda maschile pare avere trovato un denominatore comune: meno ostentazione, più autenticità. Gli stilisti sembrano aver riscoperto il piacere di un’eleganza più rilassata, caratterizzata da una sartoria maggiormente destrutturata e da dettagli che fanno la differenza.

A Milano le grandi maison italiane hanno proposto guardaroba fluidi e palette cromatiche rassicuranti: in passerella hanno predominato il nero, il beige, il color sabbia e tutt’al più azzurri mediterranei. Il concetto di comfort evolve: le giacche perdono rigidità, i pantaloni si allargano e le camicie diventano quasi impalpabili.

Sorprende, come sempre, lo show di PradaMiuccia Prada e Raf Simons vanno in controtendenza, proponendo pantaloni skinny e capispalla cortissimi, ma restano fedeli alla direzione minimalista intrapresa nelle precedenti stagioni. La collezione è stata interpretata dagli addetti ai lavori come una riflessione sul desiderio di semplicità in un mondo sempre più complesso. Grande curiosità anche per il debutto milanese di Thom Browne, uno degli eventi più commentati della manifestazione.

Il designer americano ha portato in passerella il suo universo teatrale e surreale. Restando fedele alla sua estetica, fatta di proporzioni alterate e ironiche provocazioni, Browne ha introdotto una maggiore leggerezza estiva, dimostrando come il classico abito maschile possa ancora essere terreno di sperimentazione.

Milano ha inoltre celebrato il ritorno di una moda fortemente legata al territorio e alle tradizioni. Lo dimostrano le collezioni di Armani, orfana di Re Giorgio, e di Dolce & Gabbana, dove il saluto di Stefano riecheggiava come un addio definitivo al marchio secondo i ben informati. A Parigi il tono è stato più spettacolare ma la musica non è cambiata.

Una delle sfilate che hanno generato maggiore clamore è stata certamente quella di Louis Vuitton. Lo show si è svolto attorno a un’enorme onda scenografica alta oltre sette metri, simbolo di trasformazione e libertà. La collezione ha reinterpretato l’immaginario del surf e del dandismo contemporaneo, ormai caro a Pharrell Williams, attraverso completi rilassati, capi tecnici e accessori che mescolavano lusso e spirito outdoor.

Il forte caldo ha costretto Jonathan Anderson a posticipare il suo attesissimo show per Dior. Lo stilista ha deciso di dedicare parte della sfilata al fiocco, vezzo stilistico e simbolo della maison, in una rivisitazione maschile che punta ad esaltare l’originalità e l’imperfezione. I designer del fashion system hanno parlato: l’uomo del 2027 vuole vestirsi bene senza rinunciare alla libertà, cercando un equilibrio tra eleganza, comfort e personalità.